Storia

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Nella prima metà del secolo XVIII, a causa della crescita demografica della popolazione e venuto meno il pericolo delle incursioni saracene, che nei secoli precedenti avevano tenuto in scacco l’intera Sicilia ed in particolare le città e i borghi costieri, si rese necessario pensare all’edificazione di una nuova Chiesa Madre per i bisogni spirituali degli abitanti di Capaci.

L’antica Chiesa Matrice, edificata nel 1573, accanto al castello, nel nucleo originario della Terravecchia era, infatti, divenuta piccola e fatiscente; già sul finire del 600 l’Arciprete don Stefano Di Martino prima e poi il suo successore Don Matteo Triolo avevano presentato pressanti richieste ai Conti Pilo, che sulla Chiesa avevano diritto di patronato, affinchè si prodigassero per venire incontro alle esigenze del popolo, ma purtroppo senza alcun esito.

Prospetto della Chiesa Madre con lo scalone a tenaglia

Prospetto della Chiesa Madre con lo scalone a tenaglia

Lo stesso Arciprete Triolo, tra il 1711 e il 1719 aveva invitato gli artigiani e i commercianti di Capaci a farsi promotori dell’importante iniziativa di edificare una nuova Matrice, di patronato del popolo, da far sorgere al di fuori delle antiche mura cittadine, nel nuovo quartiere denominato “Borgo” sorto lungo l’asse viario della Regia trazzera che da Palermo portava a Lilibeo (Marsala) in quella che era l’antica via romana denominata “Valeria”

Il progetto, come era intuibile, non aveva trovato il favore della nobile famiglia Pilo, ed infatti Ignazio, V° conte di Capaci, negli stessi anni dà mandato affinchè si dia inizio alla costruzione della nuova Chiesa che sorgerà nel piano del castello.

Il 25 marzo 1741, benché ancora i lavori non siano terminati, la nuova Chiesa Madre, dedicata a S. Erasmo Vescovo e Martire viene aperta al culto con una solenne cerimonia presieduta da don Luigi Pilo dei padri Teatini.

La Chiesa si presenta maestosa, con un bel prospetto barocco, rialzato dal piano stradale e raggiungibile da una bellissima scalinata a tenaglia con basole in marmo di Billiemi, ha tre ingressi e sul principale è posta la lapide di dedicazione; l’interno a forma di ottagono allungato è diviso da pilastri nelle canoniche tre navate; la grande volta presenta gli affreschi del 1744 realizzati da Giuseppe Trisca allievo di Vito D’Anna e raffigurano nella parte centrale l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine da parte della SS. Trinità alla presenza del collegio apostolico, i restanti otto riquadri minori rappresentano personaggi dell’antico testamento (Abramo, il profeta Isaia, il Re Davide, il Re Salomone, la Regina Ester, Giuditta, Rebecca, Giaele), mentre nelle vele sono rappresentati dei simboli legati alla figura della Vergine Maria e dei suoi privilegi (lo specchio senza macchia, il cedro del Libano, il cipresso del Monte Sion, l’Arca arenata sul Monte Ararat, la verga di Mosè, l’arcobaleno, la nube luminosa, la palma).

In origine la Chiesa presentava sette altari dedicati a San Ciro martire, a Sant’Erasmo patrono della città, all’Immacolata Concezione, a San Giuseppe, alla Madonna del Rosario, alle Anime del Purgatorio e infine il maggiore al SS. Crocifisso, ognuno di questi altari era arricchito di una grande tela. Purtroppo, a causa del tempo e dell’incuria, solo la tela del martirio di S. Erasmo e quella della Madonna del Rosario sono giunte sino ad oggi.

Nel corso degli anni la Chiesa ha subito numerose trasformazioni e manomissioni, l’ultima nell’ordine di tempo è relativa ai restauri degli anni 1952 e 1960/63 nel corso della quale sono stati rimossi gli altari di san Ciro, dell’Immacolata, di San Giuseppe e del Purgatorio. È stato, inoltre, sostituito l’antico altare maggiore in legno con uno in marmo di scarso valore artistico; è stato rimosso il pavimento in maiolica, la balaustra marmorea e il pulpito ligneo settecentesco. Per far posto al monumento funebre di Mons. Siino, è stato spostato il fonte battesimale del 1711 e, infine, chiuso l’accesso alla cripta sottostante che ospitava sepolture cittadine e monumenti sepolcrali anche di pregevole valore artistico (sepolture degli Arcipreti Di Lorenzo, Mazzola, Di Marco, Isca).