Il Triduo Pasquale

Pubblicato giorno 28 marzo 2018 - Formazione, Spiritualità

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Il Triduo Pasquale

In pieno periodo quaresimale, la nostra comunità è stata invitata a riflettere sull’importanza del Triduo Pasquale, che inizia il Giovedì Santo con la Messa della Cena del Signore e si conclude con la Veglia di Pasqua. Esso rappresenta il nucleo della fede dei cristiani, come ha sottolineato Don Pietro Macaluso, che ci ha guidati a scoprire e valorizzare questo momento liturgico inquadrandolo anche storicamente.

Questi giorni costituiscono memoria celebrativa di un grande unico mistero: la morte e la risurrezione del Signore Gesù. Tutti quanti sono chiamati a vivere i tre Giorni Santi: giovedì, venerdì e sabato che ripropongono al popolo cristiano i grandi eventi della salvezza operati da Cristo. Il Giovedì Santo, con la Messa “in Coena Domini” ogni credente rivive, grazie all’azione dello Spirito Santo, l’ultima cena che Gesù tenne con i suoi apostoli prima dell’arresto e della condanna a morte;  durante la celebrazione viene anche riproposto il simbolico gesto della lavanda dei piedi. Alla fine di questa celebrazione non viene impartita dal celebrante la benedizione, ad indicare che il rito non è concluso e che il Triduo rappresenta un tutt’uno. L’assemblea, dopo aver accompagnato il SS. Sacramento nell’altare della Reposizione, si scioglie, mentre nella Chiesa vengono coperte le croci e denudati gli altari.

 Il Venerdì Santo viene celebrata la Passione di Cristo che ha inizio con una processione silenziosa e la prostrazione del celebrante. La preghiera colletta esprime il senso del sacrificio pasquale: Cristo assume su di sé il peso dei peccati  che non vengono più imputati agli uomini.

Questa celebrazione molto toccante presenta una densa liturgia della Parola che inizia con il quarto canto del profeta Isaia, il canto del servo sofferente, continua con la lettera di San Paolo:  “Cristo è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione”, e ancora, “ Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato, come l’agnello”, quindi la lettura della Passione secondo Giovanni. La liturgia del Venerdì Santo si arricchisce della preghiera universale con cui la Chiesa presenta al Signore l’invocazione accorata per la Chiesa, il Papa, i cristiani, i non credenti, i governanti, ecc. Alla fine  viene presentato ai fedeli, per l’adorazione, la Croce a cui tutti con fede e devozione potranno accostarsi. Non viene celebrata la Messa e i  fedeli possono comunicarsi con le particole che sono state consacrate durante la celebrazione eucaristica del giorno precedente. Anche questa celebrazione si conclude in silenzio e senza la benedizione.

Il Sabato Santo, è giorno aliturgico, cioè senza alcuna celebrazione liturgica. La Chiesa sosta con Maria accanto al sepolcro di Gesù in attesa della risurrezione. A tarda sera ha inizio la grande celebrazione della Veglia Pasquale, definita “la veglia madre di tutte le veglie” (Sant’Agostino). Il Signore è passato per salvare e liberare il suo popolo oppresso dalla schiavitù del peccato; chi si è lasciato riconciliare è avvolto nella veste bianca del Battesimo. La Veglia è ricca di simboli che esprimono la risurrezione di Cristo per l’uomo e per il mondo; inizia senza segno di Croce e senza saluto, ma al termine della veglia è prevista finalmente la benedizione e il congedo alleluiatico che chiudono il triduo pasquale. La Veglia si snoda attraverso vari e suggestivi momenti liturgici.

La Liturgia della luce: il fuoco rappresenta la nuova vitalità che pervade il cosmo, che viene ad essere coinvolto nella riconciliazione dell’uomo con Dio e ricreato.

La liturgia della parola: le 7 letture del vecchio testamento che ripercorrono la storia della salvezza.

La liturgia battesimale: simboleggia Cristo dal cui fianco squarciato esce l’acqua del battesimo e il sangue dell’eucarestia. Cristo attraversa le tenebre della morte e ne esce vittorioso per la salvezza degli uomini .

La liturgia eucaristica: tutta la veglia è in progressione verso questa parte della celebrazione vigiliare. Tutto il popolo rigenerato nel Battesimo e riconciliato partecipa al Corpo e al Sangue del Signore.

Il cristiano è tenuto a vivere giorno per giorno la Pasqua del Signore e ad essere portatore di luce e testimone dell’amore di Cristo, che è stato sacrificato dal Padre per salvare noi uomini dal peccato.

Nancy Zito

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