“Ascoltando” la Quaresima

Pubblicato giorno 11 marzo 2017 - Formazione

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Se è vero che cantare in chiesa equivale a pregare due volte, confesso di essere stato spesso doppiato nella preghiera, poiché la mia partecipazione canora si limita per lo più ai canti fissi della Messa domenicale. E anche in questi casi mi guardo bene dall’alzare troppo la voce, ben consapevole di quanto madre natura sia stata avara con me quanto a doti canore. Il mio non è un caso isolato: il fenomeno è molto diffuso e va molto al di là della mia parrocchia. Considerarlo semplicemente come residuo di una passività liturgica dei fedeli tipica della Chiesa pre-conciliare, mi sembra eccessivo: una cosa è parlare o leggere, altro cantare. Se uno non è capace, c’è poco da fare.

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Il coro parrocchiale e la Cappella musicale della Cattedrale di Monreale durante la catechesi

D’altra parte è giusto che la liturgia venga pienamente partecipata. Occorre allora un compromesso fra, non dico l’arte del canto, ma almeno la decenza di una prestazione canora e l’esigenza della partecipazione. Ed è proprio a questo che mira il nostro Don Pietro, che ha pensato bene, utilizzando il coro parrocchiale, di registrare di volta in volta nel sito web della parrocchia i canti che saranno eseguiti la domenica, in modo che ciascun fedele possa ascoltarli prima e prepararsi. Ma ciò non basta. Occorre anche motivare al canto liturgico, e la motivazione passa anzitutto dalla comprensione.

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L’ascolto come strumento della catechesi liturgica

La sera di giovedì 9 marzo, su iniziativa del coro parrocchiale, la comunità si è riunita per seguire una catechesi del canto liturgico, con particolare riferimento al tempo di Quaresima, condotta da Don Giacomo, direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano, dalla direttrice e dall’organista della Cappella Musicale della Cattedrale di Monreale, rispettivamente Santina Nicolosi e Marco Intravaia. Un modo nuovo di prepararsi alla Quaresima e di viverla.

Due anni fa la catechesi quaresimale ha preso le mosse dai mosaici della cattedrale di Monreale; lo scorso anno si è mantenuto l’approccio visivo, incentrandolo però sul cinema; quest’anno, accanto ai classici esercizi spirituali, si è voluto privilegiare l’approccio uditivo con una scelta di canti liturgici quaresimali. Visti nel loro insieme, si tratta di un approccio multilaterale e multisensoriale alla percorso quaresimale.

Catechesi con la musica e con l’immagine

Si è trattato di catechesi, non di un concerto. Sono stati anzitutto chiariti i caratteri del canto liturgico, che si distingue dal semplice canto religioso principalmente per il suo stretto legame con i passi biblici che scandiscono i tempi dell’anno liturgico. I catechisti ci hanno guidato a scoprire passo passo queste rispondenze fra la parola di Dio e il canto, questo farsi canto della parola. Un canto poetico, dove i testi innici di Don Leo De Simone si sposano mirabilmente con le musiche di Don Giuseppe Liberto, sacerdote della nostra diocesi e Maestro emerito della Cappella pontificia “Sistina”.
L’ottima esecuzione dei canti da parte coristi, sotto la guida del maestro, è apparsa così come sbocco e sintesi artistica del discorso catechetico, toccando insieme le corde del cuore e della mente.
Notiamo che spesso si partecipa alle varie liturgie con superficialità, con meccanica abitudine, senza comprenderne bene i simboli, i gesti, i contenuti. La fede, senza consapevolezza, tende a diventare vuoto e ripetitivo ritualismo. Occorre riscoprire il senso di ciò che come credenti facciamo e diciamo. A ciò ha mirato questa nostra catechesi.

Piero Riccobono

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