“Se il tuo fratello…” – II laboratorio sulla Pace

Pubblicato giorno 7 febbraio 2017 - Formazione

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Il secondo incontro-laboratorio del percorso di formazione “Costruiamo la Pace” è stato incentrato intorno al discorso comunitario del Vangelo di Matteo, in particolare, sulla sequenza di piccoli brani dei versetti dal 12 al 35 del capitolo 18.

Quali operatori di Pace? Come operatori di pace?

Nel brano che ci ha guidati nella riflessione, Cristo, capovolgendo le logiche umane, offre alcuni chiari percorsi per essere tali, cioè strumenti della pace: offre il pensiero paradossale di Dio come modello nel cercare l’ultimo fratello – lascia 99 pecore per cercare quella smarrita (Mt 18,12-14); indica strategie che mobilitino tutte le risorse della comunità per ricomporre conflitti – se non ti ascolterà … (Mt 18,16.17)e la capacità di ricominciare a cercare il fratello che ha sbagliato – se, infine, non ti ascolterà sia per te come il pagano e il pubblicano (Mt 18,17); dà una chiara risposta, espressa simbolicamente in termini numerici, per indicare il perdono all’infinito – 70 volte 7 (Mt 18,22) – nei confronti di chi ha commesso una colpa contro di noi; indica, infine, che anche noi siamo debitori nella nostra vita – Io non ti ho condonato… anche tu dovevi aver pietà (Mt 18,33).

Nel brano, ancora, significativi sono i verbi cercate e trovate che indicano movimento, il non fermarsi al primo approccio con il fratello utilizzando con speranza tutte le risorse possibili e la stessa comunità intera. Niente va risparmiato per la costruzione della pace!

La comunità presente ha meditato sul testo, interrogandosi, sia a livello personale sia in gruppo, per imparare la logica paradossale insegnata da Gesù. Quale diritto o merito l’uomo si attribuisce per essere salvato, per avere condonati i peccati, se non ricevere per grazia di essere cercato da Lui quando ci si è smarriti? Talvolta, il sentirsi migliori fa perdere di vista la misericordia da noi ricevuta senza ragione e ci impedisce di riconoscere negli altri quell’assenza di meriti, in certi casi errori e sbagli, soltanto bisognosi di ricerca aperta ad un nuovo futuro da parte nostra.

Il capitolo comincia con una domanda rivolta a Gesù su chi fosse il più grande nel Regno dei cieli (Mt 18,1). Egli pone in mezzo al gruppo dei discepoli un bambino come risposta alla domanda. Questa è la strada che ci propone: l’uomo, spogliato dell’adultità invecchiata, che riscopre la capacità di meravigliarsi tipica di un bambino; la capacità di stupirsi di fronte alla bellezza, del sentirsi cercati sempre da Dio e dal cercare sempre il fratello; nel riscoprirsi, noi stessi, debitori della scoperta di chi abbiamo accanto.

Tutto questo può sembrare difficile? Cristo ci rassicura: «In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa , il Padre mio che è nei cieli gliela concederà» (Mt 18,19). Se chiediamo, comunitariamente, la forza di imparare a costruire la Pace secondo la Sua Parola, il Padre esaudirà la nostra preghiera.

 Angela Rivolo

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